Lo hanno incartato bene, perché col nuovo Codice della Strada si parla di maggiore sicurezza, quando la verità è che si concedono maggiori libertà alle automobili.
La cultura è quella, alimentata da decenni di automobili presentate come status symbol invece che come mezzi per fare cose. Quindi auto più potente e grande possibile, sberleffi alle regole perché limitano la libertà e cose così.
E infatti:
- Gli autovelox servono a fare cassa: eliminiamoli o rendiamoli sostanzialmente inoffensivi. Dopo aver applaudito chi li danneggiava ora l’intervento che segue la pancia del pubblico renderà molto più difficile installare autovelox per i comuni. Bastava agire per verificarne l’uso proprio. Invece si dà ragione a chi pensa che servano solo per “fare cassa”.
- Zone 30 solo nominali. Tanto nessuno verificherà più la velocità visto che gli autovelox non potranno essere tarati sotto i 50 km/h. Un po’ come dire ok, non le possiamo togliere visto che in tutta Europa ci sono e funzionano (1pure a Bologna, dove già si contano le vite umane salvate) ma rendiamole inoffensive.

- Le ciclabili ostruiscono il traffico: eliminiamole. Niente più bike lane se non sono protette adeguatamente dal traffico. Che suonerebbe bene se non fosse che almeno, con quella riga a terra e il simbolo della bicicletta, si stimolava un po’ di prudenza. Inoltre sarà più difficile avere l’approvazione per costruire le ciclabili.
La comunicazione non detta è: i ciclisti sono abusivi della strada, anche se il CDS dice altro, si va a seguire un sentire comune che sarebbe stato da gestire, non approvare.
Realizzare nuove piste ciclabili sarà molto più difficile, più facile rinunciare.
- I monopattini sono fastidiosi: eliminiamoli. Obbligo di targa, assicurazione (che schizzerà a prezzi elevati come fu per i ciclomotori a suo tempo), obbligo di casco e limiti nelle aree urbane, vietati sulle piste ciclabili e nelle aree pedonali. Qui non serve nemmeno spiegarla.
- Sosta selvaggia? più difficile da sanzionare senza la contestazione immediata.
Insomma, con la scusa di contrastare chi sulle multe ci ha marciato, usandole in maniera impropria per fare cassa, si dà un colpo di spugna a favore di pubblico plaudente.
C’è del geniale, va riconosciuto, nel far passare come un passo avanti qualcosa che porta indietro e senza nemmeno spendere un soldo.
Il contentino del metro e mezzo
Sì, passa la regola del metro e mezzo obbligatorio per i ciclisti. Ma Obbligatorio mica tanto, perché è applicabile solo dove le condizioni della strada lo consentano. Nelle strade più strette si torna all’adeguato distanziamento laterale. Insomma: un contentino per lasciare tutto come prima.
È un problema di cultura. È un problema di politica. La prima è deviata da logiche che non hanno a che fare col perseguimento reale di un miglioramento della mobilità urbana: si va verso far circolare sempre più automobili in maniera più libera. La seconda, invece che guidare, di mette a ruota.
- Ho approndito qui: https://cyclinside.it/il-nuovo-codice-della-strada-e-la-falsa-illusione-di-maggior-sicurezza/ ↩︎